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21/03/2011

Iniziative per il 150° anniversario dell'unità d'Italia. Intervento del Sindaco

Ai Cittadini
L’anno 2011 rappresenta una data importante per il nostro Paese: ricorre, infatti, l’anniversario dell’Unità d’Italia. Ripercorrere la storia, il cammino, gli eventi che contraddistinguono quegli eventi eccezionali è d’obbligo lasciarlo agli storici, agli studiosi ed agli innumerevoli documenti e testimonianze esistenti.
In questa ricorrenza, vorrei rilevare come i Comuni stiano assumendo un ruolo crescente nel rapporto con i propri cittadini, non solo in termini di erogazione dei servizi, ma anche nella condivisione di sentimenti comuni in occasione di celebrazioni, ricorrenze e di eventi collettivi che coinvolgono direttamente o indirettamente l’intera cittadinanza.
Gli amministratori locali, sono sempre più attenti ad interpretare e rappresentare la memoria storica collettiva della nazione e i significativi appuntamenti che scandiscono il corso dell’anno.
Consapevole del fatto che ogni festività civile porta con sé “l’obbligo” per il Sindaco di inviare un messaggio, verbale o scritto, alla comunità per ricordare le motivazioni e i valori che stanno alla base delle ricorrenze, in questa circostanza ho pensato di realizzare questo opuscolo contenente un documento fondamentale per tutti i cittadini, di qualsiasi età, “la Costituzione Italiana”. Infatti, nell’anno 2011, la Costituzione italiana compie sessantatre anni.
Il primo gennaio del 1948, all’indomani della seconda guerra mondiale, entrava in vigore la Carta Costituzionale che decretava la nascita della Repubblica Italiana. Due anni prima, con un referendum popolare a suffragio universale, i cittadini italiani avevano scelto da una parte la forma repubblicana per il loro stato, dall’altra i membri che avrebbero fatto parte dell’Assemblea Costituente. 
La Costituzione della Repubblica italiana, approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre del 1947, promulgata il 27 dicembre 1947 dal capo provvisorio dello Stato – Enrico De Nicola, dal 1° gennaio del 1948, è - quindi - la legge fondamentale dello Stato italiano: il risultato dell’impegno di un popolo che ha voluto dare prova, a se stesso ed al mondo intero, del suo riscatto morale, riconoscendo nel rispetto della dignità umana, nella fratellanza fra i popoli, nel rispetto delle minoranze, nell’uguaglianza di ciascun cittadino di fronte alla legge, nel diritto al lavoro, le basi di una nuova convivenza civile. 
La Costituzione Italiana, risultato di un lungo cammino, eventi storici importanti, grande sforzo politico-culturale, confronto di schieramenti e ideologie diverse, trovò - nei “padri costituenti” - sintesi, coesione e nessun tentennamento quando si trattò di esprimere quei valori comuni, quei diritti inalienabili della persona umana che la caratterizzano. Il lavoro, svolto con enorme impegno, incessante mediazione, discriminazione fra i sinonimi, per inserire, in ogni punto, la parola adatta, quella giusta, inequivocabile, fu il frutto di uomini e donne, con principi e culture diverse ma accomunati da un solo credo: uguaglianza, giustizia, libertà.
Dal 1948 ad oggi i 63 anni trascorsi non sono tanti per una matura democrazia, ma sono, sicuramente, sufficienti per volgere uno sguardo, sereno e consapevole, sulle vicende che hanno portato alla sua nascita e con essa al riconoscimento di una identità repubblicana, mai prima di allora democratica.
La Costituzione rappresenta, dunque, un grande traguardo di ideali e di valori, un grande patrimonio per il popolo italiano, vecchio di storia millenaria ma giovane di soli 63 anni di democrazia: essa è la prima fra “le regole” di convivenza, dalla quale discendono tutte le altre.
La Costituzione è l’espressione dei valori condivisi che stanno alla base del patto che gli italiani hanno stretto - tra loro - all’indomani della seconda guerra mondiale.
Per queste ragioni, ritengo doveroso invitare ad approfondirne la conoscenza, a tenere vivo, nel ricordo di ogni giorno, l’importanza di questi valori, pronti a difenderli da chiunque voglia di metterli in discussione: per far ciò è necessario allenarsi, costantemente, nella palestra della vita, al quotidiano rispetto di questi valori condivisi. 
Ai ragazzi ed agli studenti, dico che, con il raggiungimento della maggiore età, fra pochi anni anche, voi entrerete, a pieno titolo, quali attori, cittadini protagonisti, all’interno della comunità civile, che molti di noi hanno conosciuto “fortunatamente” libera e democratica, di questa Costituzione Italiana conservatene gelosamente una copia.
I nostri genitori, i nostri nonni, coloro che hanno vissuto il tormento, l’oppressione, la tirannide, la privazione di quei famosi “diritti inalienabili” per noi – oggi - così ovvi ma per loro “sconosciuti”, hanno maturato questo grande messaggio costituzionale: vi invito a riflettere, ad avere, sempre, piena consapevolezza di cosa significhi perderlo.
Difesa dei diritti significa - però - spendersi, obbligare la propria coscienza morale al rispetto dei “doveri“, l’unica arma possibile, senza mai transigere, mediare o cercare scorciatoie per avvantaggiarci del rispetto degli altri.
La natura, l’evoluzione di tanti anni, ha fatto dell’uomo un essere sociale, la sua esistenza è fatta di relazione con gli altri uomini: le regole che esprimono questa convivenza, nelle società democratiche, sono i valori condivisi, le ragioni che spingono a ricercare, anche negli strumenti dell’altro, ciascuno nella sua diversità, un sentire comune nel rispetto reciproco.
Essere cittadini italiani è un compito importante per ciascuno di noi, esserlo quotidianamente, nel rispetto degli alti principi morali della nostra Costituzione, è il completamento di ogni individuo.
Le nostre motivazioni, il senso di appartenenza, l’impegno quotidiano all’interno delle istituzioni, si ispira e trova radici nei valori e nei principi che sono alla base della vita democratica e della Costituzione Repubblicana.
Conoscere la nostra Costituzione è dovere di ognuno di noi, soprattutto, ora che facciamo parte di una casa comune ancora più grande quale è l’Unione Europea.
In questo circostanza, tuttavia, un rischio c’è ed è evidente: circoscrivere e ridurre il tutto a mero momento celebrativo sempre più ristretto ai cosiddetti “addetti ai lavori” nell’indifferenza crescente delle generazioni più giovani. Dobbiamo allora operare per favorire un nuovo processo di sensibilizzazione che, attraverso l’informazione e la formazione sappia attrarre l’attenzione dei giovani, e più in generale di tutti i cittadini, sui principi fondamentali sanciti dalla Costituzione, che stanno alla base della nostra Repubblica e della nostra comune convivenza.
Ai cittadini che riceveranno questa pubblicazione della Costituzione della Repubblica Italiana, rivolgo un caloroso invito a leggerla con attenzione, a custodirla con cura: essa rappresenta un monito, un ricordo di quella sospirata libertà, per lungo tempo, attesa da tutti gli italiani, quella libertà per la quale migliaia di persone persero la vita nella Resistenza e in una guerra violenta e piena di dolore.
La libertà di cui oggi godiamo è figlia delle lotte e del sacrificio estremo di quelle persone.Mantenere viva la memoria è un dovere morale, un imperativo per tutti noi.
 
 
 Con i miglior auguri,
 
  Cabras, marzo 2011
 
 Il Sindaco Cristiano CARRUS

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