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Luoghi di interesse

Lo stagno di Cabras

Con 2.200 ettari è il tratto che più di ogni altro si identifica con tutte le manifestazioni di vita, di economia e di cultura di Cabras. Esso costituisce il 20% di tutto il territorio. Gli stagni e lagune sono paragonabili a grandi " macchine idrauliche" che regolano milioni di metri cubi di acqua dolce all'anno, le quali miscelandosi con quelle del mare attraverso i canali principali, quelli che si incontrano sulla strada che conduce a San Giovanni di Sinis, favoriscono la risalita (montata) dei pesci attraverso la peschiera di Pontis. Lo stagno di Cabras è un Sito d'lmportanza Comunitaria (SIC) ai sensi della Direttiva Habitat.

 

Mistras

La laguna di Mistras, estesa circa 600 ettari, essendo collegata direttamente con il mare e non godendo di apporti significativi di acqua dolce come accade per lo stagno maggiore, oltre ad essere mediamente molto meno profonda, possiede acque molto più salate e non di rado sovrassalate. L'elevata salinità delle acque è il fattore limitante e consente la vita solo a specie ittiche steno-aline (poco tolleranti alle variazioni di salinità). L'effetto della maggior salinità si fa sentire sia sulla vegetazione acquatica (limitata a pochissime specie) che nella vegetazione delle praterie umide, ma questa volta, alofile perchè amanti del sale. La laguna di Mistras è un Sito d'Importanza Comunitaria (SIC) ai sensi della Direttiva Habitat.

 

Da Mari Ermi a Porto Suedda

Da questo tratto di litorale in poi avviene il graduale passaggio dalla costa bassa sabbiosa a quella rocciosa, che prosegue e culmina con le falesie di "Su Tingiosu". Il tratto è caratterizzato dalla sabbia quarzosa tipica del Sinis settentrionale di Cabras, che rappresenta il prodotto dell'erosione nel tempo della vicina Isola di Mal di Ventre. A pochi metri dalla battigia, verso il mare, avviene il passaggio fra le candide sabbie sommerse e il fondale roccioso. E' una tavolozza di colori dalle verdi tonalità che virano verso l'azzurro per la presenza della Posidonia oceanica che colonizza gli accumuli sabbiosi. Dietro il bianco campo dunale, che si estende da Mari Ermi fino a porto "Suedda", ove la sabbia è più fina, gli stagni retrodunali di "Mari Ermi" delimitano il litorale vero e proprio dall'entroterra; essi sono tra gli habitat più caratteristici di tutta la fascia costiera.

 

Capo San Marco

Le formazioni rocciose, con un'altezza massima di 52 mt. s.l.m. ed uno sviluppo lineare di circa 1000 mt., testimoniano le diverse fasi geologiche che hanno generato una cornice ambientale nella quale l'azione degli agenti morfogenetici, in particolare del mare, è stata, e lo sarà sempre, il vero artista di un paesaggio litoraneo tipico del Mediterraneo. Le falesie di Capo San Marco sono costituite da rocce spesso ricoperte da uno strato di suolo erodibile misto a piccoli elementi detritici calcareo-marnosi e a blocchi basaltici. In più tratti esistono rotture di pendio dovute a lembi residui di una più estesa copertura basaltica, in alcuni tratti ricoperta da un mantello di sabbie eoliche che dal mare si estendono verso l'entroterra.

 

Su Tingiosu

Per un'altezza intorno ai 25 mt s.l.m. ed una lunghezza di circa 2000 mt., la falesia ai limiti dell'Area Marina Protetta, collega il Sinis di Cabras a quello di San Vero Milis. Le bianche scogliere calcaree di "Su Tingiosu", a picco sul mare, fungono da naturale belvedere verso l'antistante Isola di Mal di Ventre; si sono deposte intorno ai 10/20 milioni di anni fa e da allora l'azione degli agenti chimico-fisici della dinamica marina le ha modellate lasciando traccia soprattutto sui livelli piu teneri. Le nicchie e le fessurazioni che percorrono i lunghi tratti della scogliera sono il naturale riparo per specie vegetali ed animali piuttosto adatti alla vita della scogliera, il che rende la falesia un habitat tra i più significativi: una zona di frontiera tra il mare e la terra. Caratteristica è la presenza di alcune sorgenti d'acqua dolce di contatto che scaturiscono dalle stratificazioni rocciose a qualche metro d'altezza sul livello del mare, ed in esso si versano, lasciando sulla parete rocciosa il segno del loro percorso.

 

San Giovanni di Sinis

Nel litorale compreso tra San Giovanni, Tharros, Capo San Marco e Mare Morto, si riconoscono i segni della movimentata storia naturale e dell'intensa storia dell'uomo: sicuramente una delle zone più rappresentative dell'Area Marina Protetta dove non è difficile capire che il mare è stato il principale protagonista. Nei fondali dell'antistante Mare di Sardegna, spesso mosso dell'intenso vento di Maestrale da nord-ovest, il paesaggio sottomarino acquista colori chiari per la presenza di sabbie quarzose miste a quelle biogeniche, o colori più scuri per la predominanza di rocce ricche di inclusioni conchigliari risalenti a centinaia di milioni di anni fa. Le zone sabbiose, quelle chiare, pur essendo frequentate da pesci, molluschi, vengono spesso rimaneggiate dal mare che frange sottocosta e dalle correnti che determinano differenze stagionali anche nella distribuzione naturale delle sabbie che formano le spiagge. Nei fondali sabbiosi i popolamenti vegetali ed animali sono stagionali e instabili, al contrario delle zone rocciose dove i popolamenti (soprattutto algali) sono più stabili ed idonei per una ricca fauna marina.

 

Funtana Meiga

Un tratto costiero caratterizzato, verso sud, da un largo ed esteso campo dunare (cumuli di sabbia) nel quale specie vegetali adatte alla sabbia si sviluppano fino quasi al mare. Qui la sabbia trae origine, prevalentemente, da gusci e frammenti di conchiglie. In alcuni tratti l'arenile si interrompe per l'affioramento di arenarie stratificate (sabbia cristallizzata) che sostituiscono la sabbia anche nel fondale marino antistante.

Nella parte più a nord sono evidenti le diverse fasi geologiche: sono i calcari laminati del Sinis, le arenarie eoliche incrociate e stratificate ed i paleosuoli riconoscibili per colore rossastro che emergono ed affiorano qua e la. Il mare prospicente a Funtana Meiga (risorgiva dalle proprietà terapeutiche), con la sua forza costante agisce su di un vaso tratto di costa caratterizzato da un basso fondale che in prossimità della riva, genera un moto ondoso molto apprezzato, in tutti i periodi dell'anno, dai surfisti che con le loro evoluzioni acrobatiche sfidano la forza del mare e del forte vento occidentale.

 



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